lunedì 10 ottobre 2011
























Da quando ti ho perso sento una mancanza fisica, un senso di vuoto, un senso di impotenza.
Guardando indietro vedo la strada percorsa, poi il crocevia, il tuo sentiero diventa diverso dal mio, e vedo in lontananza la spensieratezza, le cadute, le cicatrici, tutte le cose lasciate lì per sempre, intrappolate e incompiute, baci non nati, abbracci non dati, parole non dette.
In quella strada il tempo si è fermato.
In un lungo momento che nessuno potrà mai cancellare.
Ciò che ero a 20 anni , lo sarò per sempre, ma solo lì , su quella strada.
Esisterà sempre la ragazza la cui misera audacia non l’ha aiutata a vivere davvero, da qualche parte, è rimasta nel corpo che la ospitava.
In quei giorni, in quegli anni, ho vissuto con te, ti ho guardato negli occhi, ti ho respirato, e sbiadita mi rivedo  in un tempo ormai immobile, che non rivivrò mai più.......
un tempo lontano fatto di numeri 1986-1987-1988-1989..........
Guardare indietro fa male perché, nascosto,
dietro ad una curva c’è un dolore che torna ogni volta,
ci sono un ragazzo e una ragazza che non incontreremo mai più
e cristallizzato in quel tempo c’è il filo che ancora ci lega.